Tutto quello che so sull’accesso al mondo del lavoro

Ho capito che studiare non basta e ho da sempre l’indole a tenere le mani in pasta. Per questo ho iniziato presto a fare esperienze professionali in proprio e per gli altri e in questo articolo racconto ciò che ho imparato fino a qui.

Quando studiavo Economia, in triennale, ho seguito tra le altre cose un corso di Diritto del Lavoro. Ricordo che la professoressa espresse un concetto che non avevo mai sentito prima e che in effetti ribalta non poco la prospettiva. Ci disse:Siete voi ad offrire lavoro, sono le aziende a cercarlo. Non il contrario.” E’ chiaro che la realtà è un po’ più articolata di così, ma il senso è che quello del lavoro è a tutti gli effetti un mercato nel quale chi vuole essere assunto deve riuscire a vendere le proprie capacità alla società che le sta cercando proprio in quel momento.

L’affermazione della professoressa può suonare strana, ma serve a ricordare che non basta avere delle qualità. Bisogna promuoverle. Trovare un’occupazione, sotto sotto, è una operazione di marketing. Ci vuole una strategia.

1. Iniziate a fare esperienza non appena possibile

Non ho mai studiato all’estero, ma mi pare di capire che la scarsa propensione all’attività pratica sia un problema soprattutto italiano. E’ dura conciliare gli esami con altri impegni, ma se studiate in questo paese cercate per quello che vi è possibile di fare esperienze sin dalla fine delle scuole superiori. Coltivate le vostre passioni, fate volontariato, partecipate a progetti accademici, partite per l’Erasmus, raccontate il vostro hobby o fate divulgazione sui social o su un blog. Se avete per indole un po’ di spirito imprenditoriale, avviate un piccolo progetto da soli o con qualche amic* e non importa se il settore è diverso da quello della vostra facoltà. Maturerete un sacco di competenze utili e spendibili altrove.

Con Tortecoifiori, sbagliando e aggiustando la rotta, ho imparato a: gestire budget e tempo limitati, lavorare con gli altri, parlare in pubblico, rapportarmi con aziende, organizzare piccoli eventi, stabilire una strategia di comunicazione.

Non vivete il tempo dell’università passivamente. Appassionatevi, approfondite, divertitevi.

2. Siate curios* e intraprendent*

Fare esperienza professionale durante l’università serve anche ad allargare la propria cerchia di conoscenze e imbattersi in persone che possono raccontarvi il proprio percorso, menzionare aziende, realtà o ruoli che ancora non conoscete o insegnarvi qualcosa di nuovo. Non abbiate paura di chiedere e siate sempre pront* ad ascoltare.

Racconto sempre che nel 2017 fui coinvolta con Tortecoifiori in una campagna di comunicazione. L’ambiente mi piacque al punto che terminata la collaborazione chiesi senza vergogna di svolgere uno stage curricolare nel team comunicazione e la mia proposta venne accolta con entusiasmo. Feci un breve e simbolico colloquio (ma praticamente mi conoscevano già), entrai, fui pagata (il che non è scontato negli stage curricolari) e raccolsi informazioni e dati per la mia tesi. Quei mesi furono tra i più belli della mia vita. Magari fossi così intraprendente pure in amore, mannaggia a me!

3. Preparate il terreno alla fioritura

Metafora botanica a parte: qualche tempo prima di iniziare a cercare attivamente lavoro, preoccupatevi di

  • stilare una lista delle vostre competenze per metterle a fuoco anche in vista dei colloqui conoscitivi
  • appuntarvi gli ambiti e le aziende che vi piacciono di più (inserite tutto dentro ad un grande file excel in cui terrete traccia delle candidature inviate e del loro avanzamento)
  • preparare un buon CV (alla fine di questo articolo c’è un elenco di account da seguire per capire come perfezionarlo)
  • sistemare il vostro account LinkedIn e iniziare a guardare gli annunci per capire cosa cercano le aziende

Ho iniziato a cercare attivamente lavoro ad inizio agosto, ma già da aprile tengo d’occhio le posizioni aperte. Giocando con un po’ d’anticipo ho scoperto, per esempio, che la Certificazione di Google Ads sulla rete di ricerca è spesso richiesta per gli impieghi nell’ambito del digital marketing e allora durante il lockdown ho studiato per ottenerla ed ora posso menzionarla nel mio CV. Non fraintendetemi: non si tratta di farcire a tutti i costi il resume con certificati e titoli superflui, ma di capire prima cosa vogliono le aziende e di colmare per tempo le piccole lacune.

Due parole su LinkedIn

I meno avvezzi all’uso proattivo dei social si chiederanno “Perchè dovrei tenere la mia pagina LinkedIn aggiornata?” e “Perchè no?” rispondo io. LinkedIn può aiutare a presentarsi meglio ai possibili datori di lavoro e a rimanere aggiornati sulle novità del proprio settore. Non esserci significa sottrarsi alla conversazione e perdersi informazioni preziose. Preparate il vostro account ad essere visualizzato da recruiter e futur* collegh*.

Inserite una foto profilo pubblica (magari la stessa del CV) in cui si vede chiaramente il vostro volto per essere identificati e favorire l’interazione (a voi piace parlare con qualcuno senza vederlo in faccia?). Personalizzate l’immagine di copertina. Utilizzate lo spazio disponibile sotto al vostro nome per evidenziare il vostro titolo di studi ed anche il settore in cui ambite lavorare. Quelle parole sono indicizzate, significa che se un recruiter le scrive nella barra di ricerca, il vostro profilo ha maggiore probabilità di apparire tra i primi risultati. Elencate le vostre esperienze professionali sottolineando ciò che vi hanno insegnato e allegate foto e pdf per illustrare i vostri progetti.

Accettate nella vostra rete solo persone che credete possano offrivi valore (esistono i bot anche lì!) e quando siete voi a mandare richieste, aggiungete un messaggio privato per contestualizzare l’invito. Potete anche organizzare un piccolo calendario editoriale di contenuti da condividere (articoli, paper, novità di settore, ecc) in prima persona, se vi va. Tenete presente che la vostra pubblicazione apparirà nella home di tutti i contatti della vostra rete e della rete di tutte le persone che commenteranno o lasceranno like, perciò scegliete accuratamente la forma ed il contenuto.

4. Usate i social per arricchire il vostro bagaglio personale

Non solo video di Rapide su TrashItaliano: state sui social per seguire persone stimolanti e che possano insegnarvi qualcosa anche – ma non solo – del settore che vi interessa.

Amo seguire online @gynepraio, @maricler, @gluca, @domitillaferrari, @fraoggiano, @dontyna (ed altr* che certamente sto dimenticando) perchè lavorano nel marketing o in ambiti annessi e sebbene lo scopo dei loro account non sia la divulgazione nuda e cruda, dai loro contenuti emergono sempre prospettive e informazioni utili ad arricchire la mia conoscenza di studentessa.

Io poi ho un debole per gli account di fondatrici o fondatori di brand indipendenti: @chiarolac di Espressoh, @alessandradel.bono di Melidè, @luisabertoldo per Bagni Luisa, ma anche @estetistacinica a dirla tutta. Di base raccontano le loro giornate, ma tra una story e l’altra trapelano alcuni dettagli del loro lavoro e allora mi ispirano e confortano. Sarò pazza? Probabile.

5. Pront*, partenza, via!

Quando avete messo a fuoco le vostre competenze e le avete raccolte in un CV accattivante, impostate dei filtri alla vostra ricerca (di luogo, settore, occupazione, ecc) su LinkedIn e attivate le notifiche. Ogni sera riceverete una mail con il recap degli annunci del giorno.

Non limitatevi alle candidature dirette. Se una compagnia vi piace particolarmente, inviate una candidatura spontanea registrandovi al suo portale di lavoro o scrivendo al team HR.

Tenete presente che è una attività che porta via molto tempo: spesso viene richiesto di allegare una cover letter, di scrivere un pitch** o di caricare un proprio primo video colloquio. Preparatevi delle scalette preimpostate delle cose da dire, ma personalizzate di volta in volta la vostra presentazione e aggiustate il tiro man mano che capite come funziona.

**elevator pitch è un discorso che dura il tempo di un trasporto in ascensore. Cosa diresti di te se dovessi presentarti ad un* sconociut* in pochi secondi?

Rispetto ai colloqui di selezione sono scaramantica: ne ho affrontato qualcuno, sto aspettando degli esiti, ma non ho abbastanza esperienza per raccontarvi un metodo preciso. Sappiate che sì: (quantomeno in area marketing) vi chiedono pregi, difetti, situazioni di pericolo o disagio che avete dovuto affrontare, alternano più volte domande in inglese e in italiano. Sorridete, siate gentili. E se non va, pazienza.

Una lista di account utili per capirci qualcosa del mondo del lavoro

Concludo con una preziosissima lista di account che trattano proprio il tema della ricerca di lavoro. Cosa si scrive nel CV? E nella cover letter? Cosa fa nella vita un project manager? Cosa rispondo se mi chiedono il mio più grande difetto? Per le risposte seguite su Instagram:

E questo e tutto ciò che fino ad ora so sull’accesso mondo del lavoro. In bocca al lupo a voi. A noi.

Se vi è piaciuto, inviate questo articolo a chi credete possa trovarlo interessante e condividetelo sui vostri social. Il passaparola è un canale preziosissimo!

Pubblicato da Elena Maria Cito

Studio marketing, lavoro nella comunicazione di un'azienda di articoli per bricolage, vado - andavo, per la verità - a un sacco di concerti di cantautorato indipendente e mercatini di cianfrusaglie vintage, nel 2016 ho fondato Tortecoifiori.

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