Le collaborazioni di un content creator

Qualche giorno fa ho pubblicato una ig story con un box tramite il quale chiedevo di esporre dubbi e curiosità in merito a Tortecoifiori, il mio progetto editoriale e creativo che ruota attorno a cibo e botanica. E’ emerso un particolare interesse verso il mondo delle collaborazioni e nello specifico mi è stato chiesto come trovo le aziende con cui lavoro, come avvio un progetto di collaborazione, secondo quali criteri accetto o meno una proposta di advertising. Ho pensato quindi di scriverne un articolo così da rispondere ai più curiosi e magari essere d’aiuto o ispirazione per chi da poco crea contenuti online e vorrebbe approcciarsi a brand, aziende o altre realtà imprenditoriali. Ci tengo a sottolineare che ciò che è scritto di seguito è il frutto della mia esperienza e che certamente tanto altro potrebbe essere aggiunto dal momento che il content marketing è una disciplina in costante evoluzione.

Le forme di collaborazione

Anzitutto occorre distinguere le diverse forme di collaborazione. Nel senso più ampio del termine, con “collaborazione” intendiamo:

  • Advertising: costruzione di un contenuto (scatto, ig story, tiktok o youtube video, blog post, ecc) che illustra un prodotto o un servizio dichiaratamente a scopo pubblicitario. Per questo lavoro il creator riceve un compenso in denaro.
  • Cambio merce: realizzazione di contenuti (scatti, video, post, ecc) che illustrano un prodotto, un servizio o molto comunemente un’esperienza (una vacanza in una struttura prestigiosa, una cena in un ristorante, un trattamento benessere, ecc) a scopo dichiaratamente pubblicitario. Per questo lavoro il creator non riceve un compenso in denaro. Il compenso consiste nel prodotto, servizio o esperienza stessi. Si tratta di fatto di uno scambio “alla pari” e normalmente viene utilizzato per prodotti o servizi il cui valore economico è molto elevato, al punto da sostituirsi alla retribuzione monetaria.
  • Codice sconto: costruzione di un contenuto (scatto, ig story, tiktok o youtube video, post per il blog, ecc) accompagnato da un codice sconto riconducibile al content creator che illustra un prodotto o un servizio dichiaratamente a scopo pubblicitario. Per questo lavoro il creator riceve un compenso in denaro che consiste in una percentuale sugli acquisti generati dal contenuto (e dunque effettuati con il codice sconto comunicato). Mi permetto di osservare che questa pratica è a mio avviso scorretta, perchè specie in una campagna che coinvolge molti creator o influencer, non esiste una corrispondenza diretta tra pubblicazione di un singolo contenuto ed acquisto da parte dell’utente. Scendendo nel particolare, l’utente potrebbe essere “bombardato” sul proprio feed di Instagram da foto di diversi influencer che mostrano lo stesso prodotto e solo dopo la visione di diversi contenuti deciderà di comprare usando il codice di un influencer. Ma con questa modalità solo quest’ultimo verrà retribuito, sebbene l’acquisto sia frutto della visione dei contenuti di molti.
  • Regalo: dono ad un content creator da parte di un brand, spesso in concomitanza con il lancio di un nuovo prodotto. Generalmente il prodotto regalato viene presentato in confezioni accattivanti e fotogeniche, accompagnato da altri piccoli doni. In allegato può esserci un comunicato stampa per informare e consentire al creator di raccontare il prodotto alla propria community. In questo caso tra brand e creatore non sussiste alcun accordo di remunerazione, l’azienda non può imporre limiti o termini entro i quali il prodotto deve essere mostrato online.
  • Collaborazione con altri influencer/content creator: organizzazione di eventi, workshop, incontri, viaggi, esperienze insieme ad altri influencer o creatori di contenuti e aperti alle proprie community previa iscrizione gratuita o pagamento di una quota di partecipazione, ma anche organizzazione di iniziative da svolgere online (es. diffusione di un hashtag tematico). In questi casi la finalità non è necessariamente un guadagno economico, ma può esserlo in termini di seguito e di consolidamento del proprio personal branding.
  • Fornitura di prodotti per evento/sponsor: fornitura gratuita di prodotti per un evento organizzato da un content creator, fornitura di omaggi per i partecipanti ad un evento, fornitura (a cui può seguire la restituzione) di abiti o accessori per un evento a cui il content creator deve presenziare. Al creatore non è dovuto alcun compenso, ma insieme all’azienda può concordare la costruzione di contenuti ad hoc.
  • Creazione di contenuti per canali esterni: creazione di foto, video, testi o altro materiale da parte di un creator che verranno condivisi sui canali digitali (social, newsletter, online magazine, sito, blog,…) o analogici (cataloghi, riviste, brochure, packaging di un prodotto, ecc) del brand che commissiona il lavoro. Il content creator viene retribuito con un compenso monetario e non necessariamente il brand è tenuto ad esplicitare il nome di chi ha prodotto i contenuti.

Avviare un progetto di collaborazione

Il content creator in genere è un freelance e spesso lavora su commissione, ma soprattutto all’inizio, quando è poco conosciuto online, tra i brand e le agenzie di comunicazione (alle quali le aziende molto spesso delegano questo genere di attività), è bene che costruisca e condivida contenuti in autonomia. In questo modo delineerà il proprio stile, costruirà un portfolio da mostrare alle aziende e, se vorrà lavorare anche come influencer, rafforzerà ed amplierà la propria community social.

Le proposte delle aziende

Normalmente sono le aziende (o le agenzie di comunicazione delegate) che in occasione di lancio o rilancio di prodotti o nuove collezioni, festività o ricorrenze strutturano delle campagne, contattano i content creator chiedendo loro un preventivo e a volte il progetto dei contenuti che verranno prodotti e condivisi.

La ricerca personale

A mio avviso, però, un content creator non può limitarsi ad accettare il lavoro che gli viene commissionato. Se è creativo e crede di poter dare un contributo costruttivo alla comunicazione di un’azienda può mandare a quest’ultima la propria candidatura spontanea allegando proprio portfolio. Il professionista deve quindi fare molta ricerca, consultare siti, blog e canali social delle aziende e poi capire a chi è affidata la comunicazione delle stesse per contattare direttamente i responsabili marketing o le agenzie delegate. E in questa fase di ricerca – lo dico per esperienza – LinkedIn è un validissimo alleato ;).

Regalo come inizio di una collaborazione

Spesso le aziende donano prodotti ad influencer e creatori. Una buona pratica è quella di creare un contenuto di qualità con il prodotto donato per mostrare al brand le proprie capacità creative e poi proporre una collaborazione più strutturata e retribuita.

Etica e rispetto del proprio tono di voce

E’ auspicabile che il content creator, specie se deve costruire contenuti a proprio nome per i propri canali social, rispetti la propria etica ed accolga le collaborazioni dei soli brand allineati con i propri valori.

L’importanza dello storytelling

Per quanto un brand sia coerente con i valori morali, gli immaginari estetici ed il tono di voce del creator, un contenuto promozionale stonerà se non sarà ben inserito nei canali social dello stesso. In questo sta, a mio avviso, la creazione di un buono storytelling e dunque di un racconto fluido e credibile attorno al prodotto. Solo in questo modo non si tradirà la fiducia della propria community e si otterranno obiettivi reali.

Oltre i valori di personal branding

Al di là della corrispondenza di valori per mantenersi credibili agli occhi dei propri followers, trovo che faccia la differenza collaborare con realtà di cui si abbracciano anche le modalità di lavoro. Purtroppo esistono reparti marketing ed agenzie di comunicazione frettolosi e superficiali (o non ancora del tutto avvezzi alle iniziative di digital marketing) che rischiano di ostacolare la riuscita di una campagna soddisfacente per tutte le parti (pubblico, azienda, creator).

La trasparenza

Inutile soffermarsi sul fatto che ogni forma di collaborazione debba essere dichiarata nei rispetto degli utenti/consumatori. Convenzionalmente si utilizzano gli hashtag #ADV, #Supplied, #Gifted e le funzioni di partnership offerte dai diversi social.

Collaborare con altri content creator e professionisti

Collaborare con altri creator per progetti collettivi è un modo costruttivo per accrescere in modo organico le proprie community e per crescere personalmente, come professionisti. Il creator spesso lavora in autonomia, la collaborazione aiuta a migliorare le capacità di lavoro in team.

L’importanza della rete

L’unico modo davvero efficace per intraprendere collaborazioni di qualità è coltivare la propria rete, circondarsi di persone che possano arricchire il proprio lavoro e stimolare la propria creatività. Gli eventi organizzati dai brand, i press day delle agenzie di comunicazione, ma soprattutto pause caffè con professionisti che si stimano e che magari si conoscono solo virtualmente, possono rivelarsi delle occasioni interessanti per avviare nuovi progetti o anche solo uscire dalla propria cerchia di conoscenze.

E’ possibile che per passaparola siano le aziende e i professionisti con cui si è lavorato a suggerire ad altri il proprio nome, alimentando così la propria rete di contatti.

La mia esperienza

Ad oggi le migliori collaborazioni che ho intrapreso, sono quelle con aziende o realtà artigianali interessate a conoscere realmente le persone che stanno dietro alle foto o ai testi prodotti così da instaurare rapporti di fiducia solidi e duraturi. Le/i responsabili marketing che mi hanno invitato ha visitare le sedi di produzione o i negozi del brand mi hanno permesso di comprendere a fondo le scelte di comunicazione e di allinearmi a queste ultime con maggiore facilità senza rinunciare al mio tono di voce.

Le collaborazioni con altri professionisti, invece, sono avvenute dopo molti anni di conoscenza in alcuni casi, per affinità ed empatia immediate in altri. Si può sbagliare o rendersi conto a posteriori che non si era sufficientemente pronti per un certo progetto, ma davvero cimentarsi in lavori collettivi e confrontarsi con gli altri è la chiave per alzare il livello dei propri contenuti online.

Pubblicato da Elena Maria Cito

Studio marketing, lavoro nella comunicazione di un'azienda di articoli per bricolage, vado - andavo, per la verità - a un sacco di concerti di cantautorato indipendente e mercatini di cianfrusaglie vintage, nel 2016 ho fondato Tortecoifiori.

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